Il mio amico Frankie

“NON HO TEMPO, NON ORA, LASCIAMI STARE”

Queste frasi, a volte, risuonano come colpi al cuore di un bambino che non ha la conoscenza per comprendere, ed esplodono dalla bocca di un adulto che non ha tempo di spiegare.
E accade che il sole si nasconde dietro le nuvole e che i pastelli non hanno più un bel colore.

La famiglia Shelley si trasferisce e cambia città.

Il Padre si chiama Victor, ed è un medico; la madre, Mary ed è una scrittrice. La loro figlia ha sei anni, non sappiamo il suo nome. Sappiamo solo che è una bambina.

Il padre e la madre, dopo un primo momento di assestamento nella nuova casa, con il passare del tempo si immergono nella routine giornaliera, e presi dal lavoro e dalla frenesia della vita, trascurano il rapporto con la bambina, che, non avendo ancora nuovi amici, si sente sola; così, lei passa il tempo a giocare con un cavallino e a disegnare. Disegnare. Disegnare.

Un giorno, la bambina, grazie ad un foglio, una penna e un pò d’inchiostro disegna Frankie, il suo amico immaginario. Un testone enorme, un occhio grande, una specie di pesce in testa e un naso a patata. Frankie sembra un mostro, ma non lo è. Sembra brutto, ma non lo è. È qualcosa da conoscere. È qualcuno da scoprire. In quel personaggio, creato dall’ incontro della sua solitudine e della sua immaginazione, c’è tutto.

Parla poco, come lei. Quasi niente, come lei. È alto un metro e ancora tanto, come il padre; è creativo e sorridente, come la madre. È l’amico che tutti vorrebbero. Quella strana e buffa creatura è in realtà un’anima nobile, alta, educata ed è il primo ad avere paura. Paura del non conosciuto. E sarà proprio la bambina ad avere cura di lui e a tendergli la mano verso un'amicizia

da scoprire. I genitori però non lo vedono, e a tratti non vedono neanche la loro figlia, rapiti dal lavoro e dal fare, fare, fare. E arriverà così una crisi, e arriverà un cambiamento.

E Frankie, finito il suo tempo, ad un certo punto dovrà andar via. Forse per sempre.

Produzione
Buratto/Fontemaggiore/OSM
Regia Massimiliano Burini
Debutto

con Daniele Aureli, Amedeo C. Capitanelli, Greta Oldoni
marionetta, maschera e disegni
Mariella Carbone
tutoraggio alla marionetta e
studio del movimento
Damiano Privitera
dramaturg Giusi De Santis
suono e musiche originali Nicola"Fumo" Frattegiani,
Umberto Ugoberti, Giulia Zeetti
drammaturgia e regia video e assistenza alla regia
Matteo Svolacchia
assistente volontario
Matteo Fiorucci
luci Pino Bernabei, Luigi Proietti
drammaturgia Massimiliano Burini, Daniele Aureli
costumi si ringrazia il Teatro Stabile dell'Umbria
giocattoli d'epoca si ringrazia il Museo del Gioco e del Giocattolo di Perugia