inferno, Fontemaggiore

Inferno

“Nel mezzo del cammin di nostra vita…” Il primo verso della Divina Commedia ci fa capire immediatamente tutto: un viaggio esistenziale che avviene “nel mezzo”, suggerendoci sia un momento preciso dell’età adulta, sia il suo essere non programmato. L’aggettivo “nostra” ci rende partecipi dell’esperienza: questo viaggio non riguarda Dante come singolo, ma come rappresentante del genere umano.

Dante non è presente fisicamente, è una voce fuori campo che restituisce emozioni in cui il pubblico si rispecchia. Il viaggio sul palco viene guidato da Virgilio, il quale del poeta penetra lo sguardo che descrive luoghi, incontri esemplari e personaggi, divenendo tramite tra il pubblico e l’azione in scena.

Essendo il viaggio il centro del racconto, si è scelto di condensare tutto l’Inferno dantesco, senza presupporre, per lo spettatore, una conoscenza approfondita dell’opera. Un approccio divulgativo orizzontale, capace di trasmettere il desiderio, anche ai più giovani, di scoprire e riscoprire Dante mescolando, per una maggiore comprensione, i versi con la parafrasi.

 

“Il Comitato Dante Alighieri di Perugia,[…] plaude al risultato artistico e professionale con cui è stata affrontata la prima parte della Divina Commedia,[…] Gli attori […] hanno rivisitato i luoghi infernali più significativi, hanno analizzato con dovizia di particolari le varie e complesse situazioni, dando al pubblico di studenti e docenti una lettura chiara, che ha colto il senso nascosto e allegorico del testo. […]

” Il Presidente del Comitato Dante di Perugia - Prof.ssa M. Cecilia Moretti

da La Divina Commedia di Dante Alighieri
adattamento testi Valentina Renzulli
con Amedeo Capitanelli - Maurizio Castellani
Mauro Lipari - Valentina Renzulli -
Beatrice Ripoli - Matteo Svolacchia

voce fuori campo Claudio Carini
luci, proiezioni e fonica Pino Bernabei
regia Beatrice Ripoli