La memoria della farfalla
La nostra memoria è l’insieme delle esperienze personali, delle informazioni e dei ricordi.
Partendo dall’infanzia l’uomo conserva e assimila nella memoria informazioni, schemi mentali e di comportamento che vengono richiamati in modo più o meno inconscio durantela vita.
La memoria non è esattamente specchio del passato, ma piuttosto un insieme di tracce, impronte, frammenti indiziari, che chiedono di essere interpretati.
Alcuni frammenti generano in noi rumore altri più silenziosi si ancorano in profondità, tutti costituiscono una guida nell’azione generando correlazione tra il presente e quello che si riscontrerà nel futuro, esattamente come per la teoria del caos.
Diventano allora fondamentali le direzioni dei nostri gesti, la felicità dell’altro, ciò che l’altro a sua volta in risposta genera.
Tutto assume importanza vitale e chiede cura nell’attenzione dentro e fuori da noi. Anche se il risultato perfetto avrà la durata di un breve istante paragonabile alla vita della farfalla, la condizione è che con impegno ciclico un frammento rimanga in memoria e si ripeta nel tempo.
La variazione del sistema dinamico avverrà se sapremo riconoscere quell’istante prezioso come felicità per poi generarlo involontariamente ancora e ancora.
“IL BATTITO D’ALI DI UNA FARFALLA PUÒ PROVOCARE UN URAGANO DALL’ALTRA PARTE DEL MONDO”
danzatrici Andrea Lucrezia Basili, Angelica Rosati,
Alessia Russo, Annalisa Schiavoni, Aurora Pazzaglia,
Costanza Marcelli,Chiara Betori, Elisa Grisanti,
Irene Mancinelli, Lavinia Falchi, Matilde Volpi,
Ruth Serena, Silvia Caserta, Sofia Giannangeli,
Sofia Politi
light designer Pino Bernabei, Luca Cerquiglini
allestimento scenico Manuela Giulietti
responsabile di scena Luigi Proietti
fotografia Gianpiero Cavalcante
regia e coreografia Manuela Giulietti
