LA FABBRICA DEL TEMPO

Che cosa pensano i bambini guardando andare e tornare gli adulti dal lavoro ogni giorno?

Forse si chiedono che cosa facciano lì, perché ci vanno sempre di corsa, ma soprattutto: perché continuano ad andarci se spesso sembrano tristi? Essere grandi non significa essere liberi di scegliere?

Nella vita, si ha tempo per scegliere?

Due clown configgono tra loro come nella vita configgono la dimensione umana e quella materiale, il desiderio e il dovere, il tempo interno e quello esterno che procede inesorabile.

Il linguaggio utilizzato prende ispirazione a quello fisico del cinema muto di Buster Keaton e Charlie Chaplin, per comunicare anche ai più piccoli un tema così complesso.

La ricerca della felicità si fa strada, attraverso la risata e la poesia.

"Non ti auguro un dono qualsiasi, ti auguro soltanto quello che i più non hanno... Ti auguro tempo, non per affrettarti a correre, ma tempo per essere contento... Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare. Non ha più senso rimandare." (Elli Michler)

Regia Michelangelo Campanale

con Dario Cadei, Giuseppe Semeraro
cura del movimento Vito Cassano
scenotecnica Michelangelo Volpe
costumi Maria Pascale
sonorizzazioni e tecnica Vincenzo Dipierro
regia, drammaturgia, disegno luci e scene Michelangelo Campanale