GOVANNIN SENZA PAROLE

Esiste un paese dove la prima grande regola è obbedire agli ordini del suo Capo, padrone anche della grande officina delle parole, che corregge a proprio piacimento. Questo è un grande giorno, il Capo ha deciso di fare un discorso ai suoi sottoposti. Quali nuove regole imporrà?L’imprevisto è in agguato anche quando gli ordini sembrano regolare a perfezione ogni cosa; infatti, un giorno nel paese arriva un giovane che le regole non sa.
Un apologo buffo per affrontare il tema delicato dell’esercizio della forza attraverso la parola, osservandolo con gli occhi innocenti di un ragazzo che, grazie ai suoi “errori”, trasformerà l’intero paese. Perché è noto che gli errori sono solo un tentativo di fare quello che non si sa. Nello spettacolo il lavoro d’attore si mescola al lavoro sul clown, alla manipolazione di oggetti e alla musica dal vivo, per accompagnare con leggerezza questa sorta di viaggio dal buio alla luce, restituendo ai personaggi e al loro sogno di libertà la dolcezza scanzonata del clown.

Produzione
C.R.E.S.T.
Regia Andrea Bettaglio

drammaturgia Catia Caramia
drammaturgia Andrea Bettaglio
con Nicolò Antioco Ximenes, Andrea Bettaglio, Catia Caramia, Nicolò Toschi
musiche Nicolò Toschi
costumi Maria Martinese
disegno luci Michelangelo Campanale
disegno del suono Roberto Cupertino
aiuto regia Catia Caramia