Dad or alive

PREMIO SCENARIO STEFANO CIPICIANI PER IL DISPOSITIVO SCENICO 2025

Mettere al mondo un figlio oggi è coraggio o incoscienza?
È giusto desiderare una nuova vita mentre il pianeta brucia, il mare si alza e il futuro si fa sempre più incerto?
“Dad or alive” esplora il conflitto tra il desiderio di genitorialità e la paura di un futuro ostile: tra l’istinto di trasmettere qualcosa di sé e il dubbio etico di aggiungere un’altra esistenza in un mondo in crisi. Lo spettacolo intreccia storie, dati e confessioni in un viaggio fatto di parole, musica e corpi che diventano schermi segnati dal videomapping.
Ecoansia, realizzazione personale, precarietà economica: il desiderio di fare figli si scontra con la paura di non avere abbastanza tempo, risorse, energie. La paura di non essere all’altezza.
La paura che la vita che si sceglie di donare sia destinata a un’agonia climatica.
Con una drammaturgia che si fonde con la musica elettronica suonata dal vivo, lo spettacolo dà voce a chi si chiede se diventare genitori sia ancora un sogno possibile o sia piuttosto un peso insostenibile.
Il ritmo incalzante della cassa scandisce il battito di chi non dorme, mentre parole e suoni si mescolano tra ironia e inquietudine, tra sogno e risveglio.
Perché la domanda non è solo “Voglio un figlio/una figlia?”, ma “In che mondo crescerà?”.

Produzione
BUMBUMFRITZ
Regia Giovanni Frison

con Giovanni Frison, Michele Tonicello
scritto e diretto da Giovanni Frison
da un’idea di Michele Tonicello
musica, luci, videomapping e live electronics Giovanni Frison
movimenti scenici Stefania Borella
tecnica del suono Christian Reale
assistenza video Riccardo Nicolin
assistenza tecnica Massimiliano Chinelli, Matteo Nicolin, Luca Scotton
postproduzione musicale Max Trisotto
produzione Cranpi, La Piccionaia, La Corte Ospitale, Pergine Festival, BumBumFritz
con il sostegno di Scenario ETS, L’Arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale – Centro di Residenza Emilia-Romagna, Teatro Biblioteca Quarticciolo grazie a Babilonia Teatri, Francesca Macrì, Massimiliano Chinelli