Bovary
In scena un amore inquieto e struggente.
Emma Bovary non riesce ad accettare la mediocrità da cui è circondata.
Vive intensamente il conflitto tra le infinite sfumature dell’ideale e la delusione del reale.
Soffre nel vedere le sue aspettative tradite, è inquieta in ogni ambito della sua vita: nel matrimonio, nel lavoro, nelle relazioni.
La sua esistenza è un continuo trasloco da uno spazio del desiderio all'altro.
La felicità sembra essere lì, a un passo ma non è mai abbastanza.
Lo spettacolo si concentra sulla relazione tra Emma e Charles Bovary. Scene di un matrimonio, brevi squarci sul loro amore sempre in discussione, sempre alla prova. Uno spazio instabile, in perpetua trasformazione, che sfuma non appena sembra aver raggiunto una forma.
Emma ha una vita tranquilla, eppure è sempre inquieta.
Trasloca, diventa madre, cerca un modo per dare un significato alla sua esistenza, ma le sue aspettative vengono sempre deluse.
La sua ultima possibilità? Vivere un amore straordinario o qualcosa che almeno ci somigli.
Così cerca una vita nuova, ma finisce per ritrovarsi sempre uguale a sé stessa: affamata soltanto di tutto quello che non c’è.
da “Madame Bovary” di Gustave Flaubert
ideazione e regia Stefano Cordella
drammaturgia Elena C. Patacchini
con Pietro De Pascalis, Anahì Traversi
scene Marco Muzzolon
costumi Giulia Giovanelli
disegno luci Fulvio Melli
progetto sonoro Gianluca Agostini
aiuto regia Marica Pace
foto Laila Pozzo
assistente alla regia Giuseppe Tammaro
